Il cortocircuito della parità di genere alla Mostra di Venezia
Alla 83ª Mostra di Venezia, la selezione ufficiale mostra una forte presenza femminile tra le giurie, tra cui una protagonista di rilievo internazionale. Tuttavia, la rappresentanza femminile nelle selezioni ufficiali e tra i registi è molto più limitata. La manifestazione evidenzia un divario tra le figure visibili e la reale partecipazione delle donne nel settore cinematografico. La disparità di genere tra i professionisti e le scelte artistiche si riflette nelle statistiche ufficiali della manifestazione.
Life&People.it Mentre i riflettori del Lido proiettano bagliori d’oro sulle passerelle e le giurie internazionali accolgono sguardi femminili autorevoli come quello di Maggie Gyllenhaal, la selezione ufficiale dell’83ª edizione della Mostra si scontra con una realtà speculare ben diversa. L’analisi della presenza delle registe donne al Festival del Cinema di Venezia rivela un cortocircuito strutturale difficilmente mimetizzabile. A fronte di un’apparente apertura culturale ai vertici e in sezioni collaterali, la corsa per il Leone d’Oro vede la presenza di un solo titolo a regia femminile firmato da May El-Toukhy con Woman Unknown (a cui si affianca la co-regia di Rachel Szor nel documentario NAZA ). 🔗 Leggi su Lifeandpeople.it
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