I parenti delle vittime | Abbiamo tutti la speranza che si arrivi alla fine con molte certezze in più
I parenti delle vittime sperano che l'inchiesta porti a maggiori certezze. Una sorella aveva con sé la borsetta al momento dell’incidente. La madre, deceduta successivamente, si era impegnata per aiutare la figlia a uscire dalla tossicodipendenza, contattando i servizi sanitari disponibili. La famiglia ha espresso il desiderio di arrivare a una conclusione chiara e definitiva sulla vicenda.
"Nostra sorella aveva con sé la sua borsetta. Non solo: nostra mamma fece di tutto per aiutare Donatella ad uscire dal tunnel della tossicodipendenza: si attivò con i presidi sanitari allora esistenti per attivare tutta l’assistenza possibile e morì, in seguito, con un grande senso di colpa: quello di non essere riuscita ad aiutare sua figlia". Sono queste le parole della sorella di Donatella Guerra, una delle vittime del presunto Mostro di Modena, uccisa a coltellate e trovata cadavere sulle sponde del fiume Panaro, a San Cesario il 12 settembre del 1987. Parole, precisazioni che la famiglia della vittima affida al proprio legale di fiducia, Barbara Iannuccelli dopo aver dato mandato alla professionista affinchè depositi istanza in procura al fine della riapertura delle indagini. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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