Carlotta Lattanzi una vita da precaria | Paghiamo corsi e titoli per una supplenza senza alcuna sicurezza
A Lucca, una docente ha dichiarato che molti insegnanti investono in corsi e titoli per ottenere supplenze, ma senza garanzie di stabilità. La sua testimonianza evidenzia come il sistema educativo italiano si basi su precari che continuano a investire in formazione senza sicurezza lavorativa. La situazione riflette una realtà diffusa tra gli insegnanti, che affrontano continui rinnovi di contratti e incertezza sul futuro professionale.
Lucca, 6 settembre 2026 – “Oggi più che mai l’istruzione italiana si regge su docenti che investono per riuscire a rimanere precari”. A prima vista sembra una rilettura della Costituzione in chiave moderna, e di fatto lo è. Almeno per quell’esercito di insegnanti costretti oggi a dipendere da un algoritmo che sottrae il merito per elevare al quadrato le differenze sociali e costruire un’equazione basata sul business dell’incertezza. Lo sa bene l’insegnante lucchese Carlotta Lattanzi, che a 36 anni - gli ultimi otto passati tra i banchi - due concorsi superati e migliaia di risorse investite nella ‘formazione’, oggi si trova a fare i conti con un monte ore - e dunque uno stipendio – dimezzato, e di fatto con una vita precaria. 🔗 Leggi su Lanazione.it

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