L’impatto delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e del rialzo del petrolio sull’inflazione e sui rendimenti obbligazionari
A settembre 2026, i mercati obbligazionari globali mostrano segnali di stress, con i rendimenti dei titoli di Stato delle principali economie avanzate in forte aumento, raggiungendo livelli che non si vedevano da anni. La crescita dei rendimenti è collegata alle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e all’aumento del prezzo del petrolio, che hanno contribuito a spingere anche l’inflazione in avanti. Questi fattori hanno portato a una maggiore volatilità sui mercati finanziari.
Settembre 2026 si apre con un chiaro segnale di stress sui mercati obbligazionari globali: i rendimenti dei titoli di Stato delle principali economie avanzate sono tornati a salire con decisione, toccando in molti casi livelli che non si vedevano da anni. I Treasury americani a dieci anni si aggirano intorno al 4,8%, il trentennale ha superato il 5,25%, mentre in Giappone il decennale ha infranto la soglia del 3% per la prima volta dal 1996. Al centro di questo movimento c’è il ritorno delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conseguente rialzo del prezzo del petrolio, con il Brent oltre i 95 dollari e il WTI stabilmente sopra i 90.... 🔗 Leggi su Bergamonews.it
Geopolitica e mercati: petrolio, inflazione e nuove scelte di portafoglio
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