Gli sfortunati cinquantini di fine millennio
Alla fine degli anni 90, gli scooter 50 sono diventati un fenomeno di massa, sostituendo in larga misura i ciclomotori tradizionali a marce o a pedali. La loro diffusione ha coinvolto non solo i giovani quattordicenni, ma anche studenti, donne e automobilisti, grazie alla facilitĂ di utilizzo e alla praticitĂ di spostarsi in cittĂ . In breve tempo, gli scooter 50 hanno conquistato un ruolo dominante nel panorama dei mezzi di trasporto urbano.
Alla fine degli Anni 90, quello degli scooter 50 sembrava un fenomeno destinato a non finire mai. In pochi anni aveva quasi cancellato il vecchio ciclomotore a marce o a pedali, e conquistato non soltanto i quattordicenni, ma studenti, donne e soprattutto automobilisti che avevano scoperto quanto fosse semplice muoversi in cittĂ su due ruote. Nel 1990 in Italia erano stati venduti poco piĂą di 109.000 scooter con cilindrata 50 cc; nel 1998 si arrivò al record di 652.727, su un mercato complessivo di 685.692 ciclomotori. In pratica, il "motorino" era ormai diventato quasi esclusivamente scooter. Era anche un mercato nel quale si poteva osare. Accanto ai campioni di vendita – Piaggio Zip e Nrg, Aprilia SR e Scarabeo, Malaguti Phantom, Mbk Booster e Yamaha BW's – le case moltiplicavano le proposte. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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