E intanto Francoforte ci stanga con i tassi
Il board della Banca centrale si riunisce il 10 settembre e si prevede un aumento dei tassi al 2,5%. La decisione mira a contrastare l'inflazione, che resta elevata e dipende da fattori esterni all’Unione. L’aumento dei tassi comporta un incremento dei mutui per le famiglie. La decisione si inserisce in un quadro di politiche monetarie restrittive. Non sono stati annunciati altri interventi o modifiche alle condizioni di politica monetaria.
Il board della Banca centrale si riunisce il 10 settembre. Dato per scontato il ritocco del costo del denaro al 2,5% (mutui più cari) in risposta alla corsa dell’inflazione, che però dipende da fattori esterni all’Unione. Trump all’opposto con la Fed: «Abbassateli». La Bce ha un problema. Anzi due: l’inflazione e la memoria corta. La prima è tornata a bussare alla porta, la seconda rischia di aprirla. Giovedì, Francoforte si prepara ad alzare i tassi di un quarto di punto, portandoli al 2,50%. Una decisione largamente attesa dagli economisti, tanto che nel sondaggio Reuters tutti i 65 interpellati prevedono il ritocco. Poi, però, dovrebbe arrivare la pausa. 🔗 Leggi su Laverita.info

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