Da soli non ce la facciamo più | il peso di crescere un figlio con una grave disabilità Il Ssn cura ma l’assistenza h24 resta alle famiglie Tra povertà e carenze del supporto pubblico
Le famiglie che si prendono cura di un bambino con grave disabilità affrontano un carico di lavoro continuo, senza pause. La maggior parte delle prestazioni sanitarie sono garantite dal Servizio sanitario nazionale, ma l’assistenza 24 ore su 24 resta un onere delle famiglie. La mancanza di supporto pubblico adeguato e le difficoltà economiche aumentano la pressione, rendendo impossibile per molti affrontare da soli le esigenze quotidiane di assistenza e cura.
Qualcuno deve esserci sempre. Da solo non può muoversi, mangiare, lavarsi. Non può andare in bagno autonomamente, o cambiare posizione durante il giorno o la notte. Se ha una stomia, un’apertura artificiale creata chirurgicamente sulla parete addominale per permettere il passaggio e l’espulsione di feci o urina, corre anche il rischio di andare incontro a infezioni. La tragedia di Pietralata ha fatto emergere drammaticamente una realtà che migliaia di famiglie italiane vivono ogni giorno. Un bambino con una disabilità grave – come la paralisi cerebrale, la condizione da cui era affetta la bimba morta nella strage familiare del 31 agosto – ha bisogno di tutto. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

Um cara sem dinheiro reencarna como um superpai e desperta um sistema de criação de filhos preguiços
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@someonefaraway8 @aiviLFirst Prima di tutto: I rapporti non protetti non si hanno da soli. Siamo in due, se non vuoi diventare padre prendi precauzioni. E poi: in quale senso tu ti accolli le conseguenze di un mio rapporto non protetto? Me lo devi praticare tu i x.com