Berlino non può nascondere le sue Ong e le navi degli sbarchi
Il ministro dell’Interno ha annunciato che le ONG operanti nel Mediterraneo non saranno più soggette a restrizioni. La dichiarazione è arrivata dopo che le autorità italiane hanno bloccato alcune navi delle ONG con a bordo migranti. La decisione ha suscitato reazioni da parte di altri Paesi europei, che avevano chiesto un giro di vite sulle attività delle organizzazioni non governative. La questione delle navi di salvataggio e degli sbarchi è tornata al centro del dibattito politico.
Siamo tornati a discutere di Organizzazioni non governative, con chiarezza. Ci voleva il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che, con calma olimpica e maestria tattica, ha sorpreso in contropiede gli amici tedeschi che volevano il rimpatrio dei dublinanti e si sono ritrovati con il boomerang Ong. I “dublinanti” sono quei migranti entrati in Ue da un Paese di primo approdo (l’Italia) che si spostano altrove (Germania) e lì chiedono asilo; per il Regolamento di Dublino la competenza resta comunque al primo Paese d’ingresso, quindi vanno rimandati indietro. Dal 12 giugno 2026 il nuovo Sistema europeo d’asilo (Seca) fa scattare di nuovo questi rimpatri verso di noi, dopo tre anni di sospensione ottenuta dal governo. 🔗 Leggi su Panorama.it

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