Amelio sceneggia buonismo e sensi di colpa per imporci l’accoglienza degli immigrati
Il regista ha presentato alla Mostra del cinema il film «Nessun dolore», fuori concorso, che racconta di un uomo che, dopo la morte di un bambino nordafricano, decide di accogliere stranieri nella propria casa. Nel film, vengono mostrati temi come l’accoglienza e i sensi di colpa, con un tono che può sembrare orientato a suscitare emozioni e riflessioni sul buonismo. La narrazione si concentra su questa scelta personale del protagonista, senza approfondire aspetti legali o pratici dell’immigrazione.
Il regista presente alla Mostra del cinema con il film «Nessun dolore» (fuori concorso). Dopo la morte di un bimbo nordafricano, il protagonista apre la sua casa agli stranieri. Davide, interpretato da Alessandro Borghi, è un trentenne, molto buono, forse troppo, che vende libri usati, mentre Elsa, Valeria Golino, è una docente democratica. Domanda retorica: con due protagonisti così (per inciso, i due attori rispuntano in coppia in Serpenti, nella sezione Venezia Spotlight) che storia può nascere? Invece, siamo davanti a un film emblematico di tutta la Mostra: il fenomeno dell’immigrazione si affronta con i sentimenti o con la politica? Un film anche importante, nella sua povertà e nella sua ricchezza. 🔗 Leggi su Laverita.info

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