Spari ai militanti Anpi il pm | Tentate lesioni Caduta l' accusa di tentato omicidio
La Procura ha modificato l’impianto accusatorio riguardo ai colpi di arma da fuoco contro militanti dell’Anpi, passando da tentato omicidio a tentate lesioni. La riduzione deriva dalla ricostruzione giuridica dell’evento, che non configura più un tentativo di uccisione ma un tentativo di ferimento. L’indagine si concentra ora sulla natura e sulla gravità delle ferite, escludendo l’ipotesi di un tentato omicidio.
Dal tentato omicidio alle tentate lesioni. La Procura, solo dal un punto di vista della ricostruzione giuridica, ridimensiona l’esito del gesto compiuto lo scorso 25 aprile da Eitan Bondì, 21 anni, appartenete alla Comunità Ebraica, quando con una pistola softair ha sparato due colpi contro una coppia di militanti dell'Anpi, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano. Quei due spari non hanno provocato lesioni, secondo l'accusa. Una conclusione che è destinata a pesare sull'entità di un'ipotetica condanna del ragazzo. Che potrebbe essere massimo di due anni in caso di processo ordinario. La decisione della Procura di derubricare la qualificazione del reato in tentate lesioni si deduce dalla formulazione del capo d'imputazione, così come si legge nel decreto di giudizio immediato. 🔗 Leggi su Roma.corriere.it

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