Per espiare il colonialismo servono statue di africani
L'ONU ha invitato la Gran Bretagna a installare statue di figure africane nelle sue piazze per riconoscere la tratta degli schiavi. La richiesta mira a rappresentare le persone africane coinvolte nel passato coloniale e schiavista del paese. La proposta si inserisce in un dibattito più ampio sulle modalità di memoria storica e riconoscimento delle responsabilità coloniali. La decisione su questa iniziativa non è ancora stata presa.
L’Onu ha chiesto alla Gran Bretagna di erigere statue di persone africane nelle sue piazze per espiare la tratta degli schiavi. Non è una provocazione, non è una battuta da social, è una raccomandazione ufficiale arrivata dal Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale, il Cerd, lo stesso che a marzo ha spinto l’Assemblea a votare una risoluzione per chiedere risarcimenti formali alle ex potenze schiaviste. La tesi è semplice e, nella sua semplicitĂ , totalitaria: Londra, insieme a tutte le altre nazioni che hanno praticato la schiavitĂą, ha un “obbligo” morale e legale di riparare i danni e non solo con i soldi. 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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