L’odio social e l’anatema di Umberto Eco
Un giovane bolognese è stato aggredito a Crotone per errore, scatenando una serie di commenti d’odio sui social network. La vittima e la sua famiglia hanno subito insulti e minacce online. La vicenda ha attirato l’attenzione su comportamenti violenti e gratuiti diffusi nella rete. Nessuna motivazione ufficiale è stata comunicata, ma l’episodio ha evidenziato il diffuso fenomeno dell’odio digitale.
Nei giorni scorsi ho letto la notizia dell’odio social nei confronti di Davide Ferrerio, il giovane bolognese aggredito per sbaglio a Crotone. Non è concepibile che vi siano individui che infieriscono in modo così atroce su questo ragazzo e la sua famiglia. Queste squallide persone meriterebbero d’essere condannate, per molto tempo, a osservare forzatamente e da vicino, con i propri occhi, cos’è la ’vita’ di un ragazzo in coma. Sandro Manfredi Risponde Beppe Boni È incomprensibile come i social network possano scatenare i peggiori istinti umani. Forse perché nascondendosi dietro a uno schermo e a una tastiera è più facile tirare fuori il peggio di sé stessi. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

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19 giugno 1997, l’esperimento di Umberto Eco in DuomoIl 19 giugno 1997, nel Duomo di Firenze, si svolse un esperimento condotto da Umberto Eco.