L’allenatore federale intervista ad Andrea Capobianco
Dalla notte di Zenica, che ha segnato l’eliminazione dalla qualificazione al terzo Mondiale consecutivo, si sono intensificate le discussioni sulla figura dell’allenatore della nazionale di calcio. Negli ultimi mesi, molte analisi e commenti si sono concentrati sulla sua gestione e sulle decisioni prese. La questione ha occupato ampio spazio nel dibattito pubblico, coinvolgendo tifosi, media e addetti ai lavori.
Negli ultimi mesi, sin dalla notte di Zenica che ha sancito la nostra mancata qualificazione al terzo Mondiale consecutivo, una parte significativa del discorso sportivo nel nostro paese è ruotata attorno alla figura dell'allenatore federale per la Nazionale di calcio. Scegliere una figura del genere come panacea di tutti i mali, come soluzione a un problema apparentemente irrisolvibile per rilanciare un movimento inguaiato e dalle prospettive scarne. La panchina che oggi è tornata a essere di Roberto Mancini è stata accostata, da una parte non indifferente dell'opinione pubblica, a profili come quelli di Silvio Baldini e Carmine Nunziata, professionisti molto diversi tra loro per curriculum e percorso. 🔗 Leggi su Ultimouomo.com

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