La festa privata degli skinhead nel mirino di Avs
Un’associazione culturale, attiva da 40 anni, ha pubblicato sui propri canali social una locandina che promuove la festa del gruppo, prevista ogni cinque anni. L’evento si svolge in una frazione di un comune della provincia di Trento. La festa, privata, è stata segnalata da un’associazione antirazzista, che ha espresso preoccupazione per il carattere del raduno. La locandina pubblicizzata mostra simboli riconducibili alla cultura degli skinhead.
Dro, frazione di Pietramurata, provincia di Trento. A febbraio l’associazione culturale Veneto Fronte Skinhead - che quest’anno compie 40 anni - pubblica sui propri canali una locandina in cui reclamizza la nuova edizione della festa del loro sodalizio, che riappare regolarmente ogni cinque anni. Titolo: “Ritorno a Camelot”. Passano i giorni, le settimane e la politica sembra non accorgersi di nulla, ma ad Angelo Bonelli è impossibile fargliela sotto il naso. Il leader maximo verde afferma di aver parlato col prefetto di Trento. Nulla gli sfugge. «Non si tratta - dice - di un evento folkloristico né di libera espressione: è la messa in scena organizzata di un’ideologia che la nostra Costituzione ripudia, e che l’ordinamento sanziona espressamente». 🔗 Leggi su Liberoquotidiano.it

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