I tecnofascisti e i data center preoccupano gli statunitensi
Negli Stati Uniti si sono svolte proteste contro i tecnofascisti e i data center. Le manifestazioni sono avvenute in diverse città, con partecipanti che hanno espresso timori riguardo alla diffusione di tecnologie di sorveglianza e alla crescita di strutture di grandi dimensioni dedicate ai dati. Le proteste sono state accompagnate da cortei e sit-in, con interventi di cittadini preoccupati per l’impatto di queste tecnologie sulla privacy e sulla sicurezza.
Gli Stati Uniti sono senza dubbio l’ultimo paese da cui ci si sarebbe aspettati delle proteste contro lo sviluppo della tecnologia. D’altronde le “nuove frontiere” fanno parte dell’identità statunitense, oltre al fatto che la Silicon valley appartiene ormai all’idea del cosiddetto sogno americano. Al centro della rabbia dell’opinione pubblica c’è l’espansione apparentemente inarrestabile dei data center, con centinaia di miliardi di dollari di investimenti. L’argomento ha fatto il suo ingresso anche nei dibattiti in vista delle elezioni di metà mandato, previste per novembre. Perfino Erin Brockovich, ambientalista che ha svelato uno scandalo... 🔗 Leggi su Internazionale.it

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