Moda Brandart taglia gli opifici cinesi e acquista due fabbriche da 300 operai
Il marchio di moda ha chiuso due fabbriche in Cina, dove lavoravano circa 300 operai, e ne ha acquistate due nuove. La decisione arriva in un momento in cui si intensificano le verifiche sul rispetto delle norme sul lavoro e sulla regolarità delle imprese della filiera. Le fabbriche chiuse erano coinvolte in attività produttive legate al settore moda, mentre le nuove strutture sono state acquisite per continuare l’attività .
Tra tutti i modi con i quali la filiera della moda sta declinando la progressiva messa in regola di fronte alle inchieste sul caporalato e sul lavoro povero istruite dalla Procura di Milano, quello della societĂ Brandart di Busto Arsizio ancora mancava al catalogo: comprare da zero due stabilimenti, con dentro quasi 300 lavoratori, per internalizzare quelle forniture ai grandi marchi della moda che prima invece Brandart esternalizzava a opifici cinesi teatro di condizioni di sfruttamento rilevate appunto dalla Procura. Quando per esempio a luglio negli opifici Moda Fashion Style srl e Isacco srl, subfornitori di Brandart a sua volta... 🔗 Leggi su Milano.corriere.it

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