Milano Chiara Zannini due cesarei per scelta Non avrei voluto trascorrere ore senza sapere come sarebbe finita E non è un parto di serie B
Una donna a Milano ha avuto due cesarei programmati, spiegando di aver preferito evitare ore di incertezza e di non considerare il parto come un evento di serie B. Prima dell’intervento, si è rivolta ai familiari, salutandoli con un semplice “Ciao, ciao, io vado a partorire”, e si è diretta alla sala operatoria camminando sulle sue gambe.
«Ciao, ciao, io vado a partorire». Lo dice così, in corridoio, ai suoi — la mamma, il papĂ , la sorella, tutti lì a salutarla — e cammina verso la sala operatoria sulle sue gambe. La piega fresca, l’ora scritta in agenda. Chiara Zannini, 45 anni, due figli, due cesarei. Nessun travaglio, nessuna sorpresa. Tutto previsto. Il primo a 35 anni, nel 2015, in Mangiagalli. La data viene fissata alla 38esima settimana. Sa quando entrerĂ , chi troverĂ , quanto dovrebbe durare. Una certezza alla volta. «Non avrei voluto trascorrere ore senza sapere come sarebbe finita. E magari arrivare comunque a un cesareo d’urgenza». La ragione è scritta nel corpo da quando era bambina: una grave displasia dell’anca, la necessitĂ di limitare l’aumento di peso. 🔗 Leggi su Milano.corriere.it
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