Il geofisico | Degrado dei ghiacciai irreversibile in Nepal come sulle nostre Alpi Invertire la rotta? Ci vorrebbero due secoli
Una piena improvvisa tra Nepal e Tibet ha causato almeno 362 morti, coinvolgendo villaggi, ponti e strade. Un geofisico ha affermato che il degrado dei ghiacciai nei Himalaya è irreversibile e che invertire questa tendenza richiederebbe circa due secoli. La situazione ricorda il disastro del Vajont, con eventi improvvisi e devastanti. Non sono stati forniti dettagli sulle cause specifiche dell’evento in questa fase.
Ricorda il disastro del Vajont la piena improvvisa che, tra Nepal e Tibet, mercoledì ha travolto villaggi, ponti e strade, per un tragico bilancio di 362 morti e 1.400 dispersi. Pare che un fronte di ghiaccio e roccia si sia staccato sull’Himalaya, a 5.200 metri, crollando sul fiume Lhende. «Negli ultimi dieci anni questi fenomeni sono raddoppiati nel mondo, a causa delle elevate temperature, che generano il ritiro glaciale — spiega il professor Aldino Bondesan, docente di Geofisica all’UniversitĂ di Padova e nel Comitato glaciologico italiano —. In questo caso possiamo ipotizzare il crollo di una massa, come avvenuto sulla Marmolada il 3 luglio 2022 (11 vittime, ndr)». 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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