Dagli spari libici ai fermi del governo Sea-Watch passa al contrattacco | Pronti a denunciare l’Italia
Sea-Watch annuncia che presenterà denuncia contro l’Italia, dopo aver subito minacce in mare da parte della guardia costiera libica e sanzioni da parte del governo italiano. Le organizzazioni umanitarie affermano di aver raggiunto il limite e di voler agire legalmente. La situazione si è aggravata dopo gli spari libici e i recenti fermi delle autorità italiane. Nessuna dichiarazione ufficiale da parte delle autorità coinvolte.
Minacciate in mare dalla guardia costiera libica e vessate in Italia dalle sanzioni del governo, per le organizzazioni umanitarie la misura è colma e intendono passare al contrattacco. A confermarlo al fattoquotidiano.it è Cristina Cecchini, legale di Sea-Watch impegnata nella preparazione del ricorso contro l’ultimo fermo alla nave umanitaria Sea-Watch 5: quarantacinque giorni di fermo amministrativo e 7.500 euro di multa dopo il soccorso, il 13 agosto, di sei persone in acque internazionali e il successivo avvicinamento di un’imbarcazione libica da cui un uomo armato ha puntato un fucile contro l’equipaggio. Perché la sanzione? Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi contesta il mancato rispettato degli obblighi previsti dal decreto del 2023 che porta il suo nome. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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#LAriaCheTira Giorgia Linardi, portavoce di #SeaWatch facebook
Non avvicinatevi o giuro su Dio che vi sparo, la minaccia della Guardia costiera libica all’equipaggio di SeawatchLa guardia costiera libica minaccia di sparare sulla barca di Sea Watch in acque internazionali. L'ong denuncia tutto. ilfattoquotidiano.it