Venezia e il caso della moschea il sindaco Venturini | Nessun tavolo di confronto La comunità bengalese | Se scioperiamo si fermano Fincantieri e turismo
Il sindaco di Venezia ha dichiarato che non ci sono tavoli di confronto aperti sulla questione della moschea in città. La comunità bengalese ha annunciato che, se dovessero scioperare, si fermerebbero i lavori di Fincantieri e il settore turistico. La discussione riguarda la possibilità di costruire una moschea nel centro storico, mentre il sindaco ha ribadito che non ci sono incontri ufficiali su questo tema.
Prendete un cattolico veneziano e ditegli che non può pregare in una delle 137 chiese consacrate del centro storico o nelle altre decine sparse in terraferma. Cosa vi risponderebbe? Probabilmente si scandalizzerebbe per il diritto religioso violato, ma neanche troppo, visto che le statistiche indicano come a messa ci vada regolarmente ben meno del 20 per cento dei veneti. Fate la stessa domanda agli islamici della città lagunare e dell’entroterra di Mestre-Marghera, che sono ormai circa ventimila (numero non ufficiale), un decimo della popolazione totale, e riceverete una risposta molto diversa. La possibilità di praticare la propria fede in una moschea è stata platealmente negata nel capoluogo di quella che fu la Serenissima Repubblica, dalla lunga tradizione di traffici e affari con l’Oriente. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it
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