Dal culto della bellezza all’estemporaneità il caso Nina Nicolai
Il testo descrive la poesia come una pratica estemporanea e spontanea, spesso ispirata da emozioni momentanee, ricordi o sensazioni immediate. Si evidenzia un rapporto con il gesto poetico come qualcosa di impulsivo e istintivo, che nasce dall’urgenza del momento e dall’emozione del fugace. Questa visione si contrappone a un approccio più riflessivo e ponderato, sottolineando la natura impulsiva e spontanea della poesia contemporanea.
Per chi vive nel culto delle “humanae litterae” quella della Poesia, oggi, è una pratica estemporanea, un approccio istintivo e ispirato dallo scoramento dell’attimo fugace, da un ricordo o un’urgenza: molto spesso da tutti questi moti insieme. La Poesia, che si regge su metafore, metrica e accenti così personali da risuonare selvaggi ed eleganti, oscuri e limpidi, è un mondo che non si accontenta di due occhi per leggerlo o di una voce per dargli fiato, ma di devozione e umanitĂ . Per noi italiani, che tra le altre cose siamo un popolo di poeti, il suono del lirismo è una questione squisitamente identitaria e poi culturale, perchĂ© siamo abituati alla bellezza e a soffrirne quando si allontana da noi. 🔗 Leggi su Lanotiziagiornale.it

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