E i contadini per sbarcare il lunario si inventarono una forma d’arte
I contadini consegnano mobili fatti a mano alle botteghe cittadine, pezzi unici di sedie, tavoli e attrezzi. Oltre alle attività agricole, dedicano parte del tempo alla lavorazione del legno, creando oggetti destinati alla vendita. Le loro mani trasformano materiali semplici in mobili, contribuendo a integrare i guadagni di famiglia. La produzione si svolge nelle campagne e viene poi trasferita nelle zone urbane.
In città il mobile arriva dalle campagne, dalle mani dei contadini che, accanto al lavoro agricolo, imparano a costruire attrezzi, sedie e mobili per arrotondare le entrate. È una storia che parte quindi dall’ artigianato e che, nel giro di poco più di due secoli, porta una piccola comunità brianzola a diventare uno dei luoghi simbolo del mobile italiano. Nel 1773 viene soppressa la Corporazione dei legnamari di Milano, che fino ad allora protegge i maestri milanesi e limita la concorrenza esterna. Contemporaneamente la nobiltà milanese costruisce numerose ville in Brianza e ha bisogno di mobili e arredi. Per le botteghe medesi si apre un mercato: possono competere con i mobilieri della città e, soprattutto, possono lavorare per una clientela che cerca manufatti sempre più raffinati. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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