L’abbraccio che disarma il dolore e costruisce la pace
Il Meeting di Rimini ha iniziato con la storia di due donne, una francese e una tunisina, che hanno vissuto un dolore profondo legato a perdite personali. Le loro esperienze sono state presentate come esempio di come il confronto e il perdono possano contribuire a superare le divisioni. La narrazione si focalizza sulla loro vicenda, senza approfondimenti su altri aspetti o implicazioni.
Il Meeting di Rimini apre con la storia di Roseline Hamel e Nassera Kermiche, unite da un dolore che sembrava inconciliabile. Un’esperienza di riconciliazione che richiama la custodia dell’umano al centro del nostro tempo Costruire amicizia tra i popoli, per richiamare l’ambizioso obiettivo al quale vuole concorrere quello che mediaticamente è «solo» il Meeting di Rimini, di cui ieri ha preso il via la 47ÂŞ edizione e il cui popolo attende oggi pomeriggio la visita di papa Leone XIV, non è un obiettivo che passi innanzitutto da un progetto etico e politico, dall’affidarsi alle mosse tecnocratiche di chissĂ quale «potere buono» o da un equilibrismo dialogico che cerchi di sfumare le identitĂ in un’indistinta e sterile omologazione. 🔗 Leggi su Api.follow.it
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