Morte avvelenate dalla ricina in questura confronto tra Di Vita e un' amica
Dopo una giornata intensa, un confronto è avvenuto tra un uomo e un’amica presso la questura, legato a un caso di morte attribuita all’avvelenamento con ricina. La vicenda riguarda una persona deceduta e il sospetto di avvelenamento. La polizia sta indagando sui dettagli dell’episodio e sulla relazione tra le persone coinvolte. I colloqui tra le parti sono avvenuti nel contesto delle attività investigative, senza ulteriori dichiarazioni pubbliche al momento.
All’uscita, dopo l’ennesima giornata al cardiopalma con una svolta che ogni giorno sembra più imminente, nessuno ha voglia di parlare: la procuratrice Elvira Antonelli lascia la Questura di Campobasso in auto e non si ferma davanti ai giornalisti, Gianni Di Vita esce a piedi e per centinaia di metri viene inseguito dai cronisti che gli fanno decine di domande. Lui si limita a scuotere più volte la testa e a dire: «A molte di queste domande potete darvi risposte da soli». Il padre e marito di Sara e Antonella, mamma e figlia uccise avvelenate con la ricina a dicembre a Pietracatella, è rimasto negli uffici della polizia per gran parte della giornata: è arrivato alle 11 ed è uscito dopo le 17. 🔗 Leggi su Gazzettadelsud.it
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Morte avvelenate, in Questura confronto tra Di Vita e un'amica
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