Madre e figlia uccise con la ricina il marito per ore in questura Chiamano anche l’amica Monia il confronto dal pm | tra i due gravi discordanze
Un confronto di sei ore si è svolto tra il marito delle vittime e un’amica d’infanzia, chiamata in causa dal pm. Il marito, ascoltato in questura, è stato interrogato riguardo alle morti della madre e della figlia, uccise con la ricina lo scorso dicembre a Pietracatella. Durante l’interrogatorio sono state riscontrate “gravi discordanze” tra le versioni fornite dall’uomo e quelle dell’amica, che attualmente insegna matematica in un istituto tecnico.
Sei ore, dalle 11 alle 17, è durato il confronto tra Gianni Di Vita, marito di Antonella Di Ielsi e padre di Sara, entrambe uccise dalla ricina lo scorso dicembre a Pietracatella, e Monia, amica d’infanzia oggi insegnante di matematica all’istituto tecnico agrario di Riccia. I due sono arrivati quasi alla stessa ora da ingressi diversi della Questura di Campobasso per un vero e proprio «faccia a faccia». Presente la procuratrice di Larino Elvira Antonelli e del capo della Mobile Marco Graziano. Il codice di procedura penale prevede questo tipo di confronto solo in caso di «gravi discordanze» tra deposizioni precedenti, precisa ancora il quotidiano. 🔗 Leggi su Open.online
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Madre e figlia morte avvelenate, nel sangue del marito Gianni Di Vita nessuna traccia di veleno
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