La prof italiana a Betlemme | Resistenza non violenta tra gli ulivi assediati
Una fattoria a Betlemme, chiamata Tenda delle Nazioni, ospita volontari internazionali e si presenta come una presenza stabile tra gli ulivi. Un'insegnante italiana ha descritto l’attività come una forma di resistenza non violenta, sottolineando l’importanza di mantenere viva questa pratica tra le terre assediate. La struttura è gestita da Daud Nassar, palestinese cristiano, e rappresenta un punto di riferimento nel territorio. La fattoria si definisce un avamposto di resistenza e dialogo.
di Ilaria Vallerini ROMA L’ultimo avamposto palestinese sulle colline di Betlemme è la Tenda delle Nazioni, una fattoria che non ‘dorme’ mai, dove Daud Nassar, palestinese cristiano, ospita volontari provenienti da tutto il mondo. È il suo modo di fare resistenza non violenta ai raid dei coloni israeliani sempre più brutali. Perché sa che un pezzo di carta attestante la proprietà , risalente al 1916, non basterebbe a fermarli. Tra la macchia brulla, arida e rocciosa, la cinta di insediamenti costellata di vessilli dello Stato Ebraico dà la dimensione del fenomeno degli espropri che va avanti da decenni. Il taxi giallo si inerpica sulla collina dove un anno fa i coloni avevano gettato rumenta lungo il percorso per ostacolare il passaggio verso la fattoria. 🔗 Leggi su Quotidiano.net

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