Non c’è nessuna differenza tra me e un filo d’erba | tele lasciate per 30 giorni nei fiumi della Mongolia l’incredibile esperimento artistico di Roberto Ghezzi

Notizia in breve

Un artista ha lasciato tele nei fiumi della Mongolia per 30 giorni, creando un esperimento artistico in cui ha rinunciato al controllo diretto, lasciando che siano le acque e i sedimenti a modellare le superfici. Il progetto coinvolge la posa di supporti in ambienti naturali, con l’obiettivo di osservare come l’acqua e i materiali naturali interagiscano nel tempo. Il processo si basa sull’attesa e sull’ascolto degli elementi, senza interventi o manipolazioni da parte dell’uomo.

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Esiste un’arte in cui l’uomo fa un passo indietro, posa i pennelli e cede il ruolo di creatore agli elementi primordiali. È un processo di ascolto e di attesa, dove l’artista prepara il palcoscenico e lascia che sia il mondo a manifestarsi. Questa è l’essenza delle “ Naturografie “, una pratica artistica concettuale e materica che Roberto Ghezzi, artista nato a Cortona nel 1978, ha messo a punto in circa vent’anni di ricerca. Attraverso questo metodo, Ghezzi realizza opere a quattro mani con l’ambiente, installando teli bianchi in tessuti naturali e lasciando che sia la natura stessa a “dipingere” le proprie forme e i propri ritmi. La ricerca di Ghezzi, le cui origini affondano nello studio di scultura di famiglia e si sono perfezionate all’Accademia di Belle Arti di Firenze, ha sempre avuto al centro l’indagine del paesaggio. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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© Ilfattoquotidiano.it - “Non c’è nessuna differenza tra me e un filo d’erba”: tele lasciate per 30 giorni nei fiumi della Mongolia, l’incredibile esperimento artistico di Roberto Ghezzi
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