Il ‘cortocircuito Ranucci’ spiega benissimo i rischi di quando la persona prevale sulla notizia
Un giornalista ha chiesto di spegnere i riflettori sui professionisti dell’informazione e di concentrarsi sui fatti. La frase si riferisce al rischio di privilegiare la figura del giornalista rispetto alla verità dei dati, sottolineando che il ruolo del giornalismo d’inchiesta è di fare luce su aree poco conosciute. In questo modo si evitano distorsioni e si favorisce una corretta informazione.
Spegnete i riflettori sui giornalisti, tutti quanti, e accendeteli sui fatti. Ricordate a cosa serve il giornalismo d’inchiesta? A illuminare zone d’ombra, non chi le racconta. Il “cortocircuito Ranucci” lo spiega benissimo. La notizia è proprio questa: un volto prende la scena e, a finire sotto attacco, è la credibilità di un prodotto editoriale collettivo. Finché il personaggio regge, sembra una forza. Quando viene colpito, vengono feriti tutti. Le notizie, per la mia concezione di giornalismo, devono essere in grado di camminare con le proprie gambe. Se lasciamo che si identifichino con il frontman di turno, il giornalismo diventa più debole delle persone che lo rappresentano. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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