Giallo ricina sequestrati computer e pen drive | nuovi esami su Gianni e Alice Di Vita
Sono stati sequestrati un computer desktop e dieci pen drive nell’ambito delle indagini sul caso di Pietracatella, dove lo scorso Natale due donne sono morte per avvelenamento da ricina. Sono in corso analisi sui dispositivi elettronici per verificare se contengano elementi utili alle indagini. Nessuna informazione è stata resa nota sui contenuti dei supporti. Le autorità continuano a lavorare per chiarire la dinamica del decesso e le eventuali responsabilità.
Un computer desktop e dieci pen drive potrebbero contenere nuovi elementi utili a fare luce sul giallo di Pietracatella, dove lo scorso Natale Antonella Di Ielsi e la figlia Sara sono morte per un avvelenamento da ricina. I dispositivi sono stati sequestrati a Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime, dalla Squadra mobile della Questura di Campobasso. Il nuovo accertamento si affianca al delicato fronte degli esami tossicologici effettuati sui campioni di sangue dello stesso Di Vita e dell’altra figlia della coppia, Alice, inviati al Robert Koch Institute di Berlino. Cosa cercano gli investigatori nel computer e nelle pen drive. Il sequestro è stato disposto nell’ambito del procedimento nel quale sono coinvolti cinque medici per omicidio colposo e Gianni Di Vita figura come parte offesa. 🔗 Leggi su Thesocialpost.it
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Giallo della Ricina: Berlino conferma, Gianni e Alice fuori dal veleno
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PIETRACATELLA (CB). Sequestrati computer e pen drive di Gianni Di Vita, padre di Sara e marito di Antonella di Ielsi, morte avvelenate con la ricina Guarda il servizio #computer #pendrive #pietracatella #cronaca #indagini facebook
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