Così la Cina fa lobbying in Italia per il dominio nella green tech
Una campagna di lobbying proveniente dalla Cina si sta intensificando in Italia, con l’obiettivo di facilitare l’ingresso delle tecnologie green cinesi nel mercato locale. Nel frattempo, sui media italiani si susseguono richieste pubbliche da parte di giornalisti, opinion-maker e associazioni di categoria per ridurre le restrizioni sul settore, sostenendo che le tecnologie cinesi siano più economiche e più accessibili rispetto ai requisiti europei.
Una crescente pressione pubblica per allentare i requisiti Made in Eu si sta facendo strada sui media italiani, alimentata da giornalisti, opinion-maker e associazioni di categoria che chiedono minori restrizioni all’accesso delle tecnologie cinesi, più economiche. Al centro del dibattito c’è Transizione 5.0, il piano con cui l’Italia incentiva gli investimenti delle imprese nella trasformazione digitale ed energetica. Presentata principalmente come una questione di costi e velocità degli investimenti, la discussione nasconde una posta molto più politica: rimettere il prezzo al centro della scelta significherebbe andare contro l’interesse nazionale e invertire parte del percorso di de-risking perseguito negli ultimi anni dal governo italiano, in linea con la più ampia direttrice strategica dell’Unione europea. 🔗 Leggi su Formiche.net
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