Minori e social la Francia rallenta ma l’Italia è ancora bloccata
I giudici costituzionali francesi hanno respinto il divieto di accesso ai social network per i minori di 15 anni, definendolo una restrizione eccessiva alla libertà di espressione. In Italia, invece, la proposta di legge per la tutela dei minori online è ancora ferma nelle commissioni parlamentari, senza avanzamenti recenti. La decisione francese segna un rallentamento rispetto alle misure restrittive, mentre in Italia il dibattito legislativo non ha subito cambiamenti significativi.
Mentre i giudici costituzionali francesi hanno bocciato il divieto di social network per gli under 15, giudicandolo una «limitazione sproporzionata» della libertà di espressione dei minori, in Italia l’iter legislativo sulla tutela dei ragazzi online resta fermo nelle commissioni parlamentari. Da tempo. Partiamo dall’attualità e cioè dalla decisione del Consiglio costituzionale di Parigi, che ha stabilito che l’articolo 1 della legge francese comporta una restrizione «non adeguata, necessaria e proporzionata» della libertà di comunicazione degli under 15, senza però pronunciarsi sul divieto di cellulari nelle scuole superiori in vigore dal 1° settembre, previsto dalla stessa legge ma non oggetto del giudizio. 🔗 Leggi su Ilsole24ore.com
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È solo una questione di volontà politica. La volontà di limitare lo strapotere e l’arroganza delle piattaforme #social (come questa) e di difendere i minori dallo sfruttamento delle loro vite. Ci sono esempi e passi avanti. L’Italia rimane ferma. Preferisce rimanere x.com
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