I dem Usa ora si pentono del woke Ma non ripareranno i disastri fatti
I Democratici negli Stati Uniti stanno riconsiderando l’approccio “woke”, con alcune figure di spicco che ora si dissociano dall’agenda. Dopo aver sostenuto politiche legate al politicamente corretto, ora alcuni membri del partito affermano che queste scelte non rappresentano più le esigenze della maggioranza degli elettori. La deputata più giovane del gruppo ha dichiarato di aver cambiato posizione, criticando le politiche che, secondo lei, non attraggono più il voto di chi si definisce normale.
La giovane rampante dei dem Ocasio-Cortez, dopo anni di osservanza stretta, liquida l’agenda: non porta i voti della gente normale Prima hanno accettato e talvolta supportato le più assurde e atroci derive del politicamente corretto. Poi, per sfuggire alle inevitabili critiche, hanno a lungo sostenuto che il woke nemmeno esisteva: era tutta una montatura orchestrata dalla destra estrema per colpire le forze liberal. Qualcuno sosteneva addirittura che si trattasse di un fenomeno ontologicamente di destra, una deriva identitaria e tribale aliena al vero progressismo. Ma adesso, guarda un po’, la linea è cambiata di nuovo: si può, anzi si deve dire che il woke va superato, che la politica si deve occupare di altri e più importanti temi che non l’antirazzismo e l’inclusione. 🔗 Leggi su Laverita.info

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