Bettina Grossman una reclusa d’arte al Chelsea Hotel
Bettina Grossman, artista e ospite del Chelsea Hotel, ha vissuto in solitudine nella «room 503», una stanza piena di opere che le impediva di dormire al suo interno, costringendola a dormire nel corridoio. Negli ultimi anni, ha scelto di condividere la sua esperienza attraverso il film «Girl with Black Balloons», realizzato da una giovane regista. Una giornalista che si occupa di notizie di corsa.
Vite da camera 7 La sua stanza era così zeppa di opere che lei finì per dormire in corridoio. Viveva nella «room 503», in solitudine assoluta. Negli ultimi anni decise di raccontarsi a una giovane regista nel film «Girl with Black Balloons» Una giornalista che va sempre di corsa. Si ferma solo per mangiare (ha fame molte volte al giorno), guardare un quadro di Matisse, sedersi in aeroporto prima di andare altrove. E’ una critica d’arte ma spesso scrive per i lettori più intelligenti, quelli piccoli. Una giornalista che va sempre di corsa. Si ferma solo per mangiare (ha fame molte volte al giorno), guardare un quadro di Matisse, sedersi in aeroporto prima di andare altrove. 🔗 Leggi su Ilmanifesto.it

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