Parto con la ventosa ostetrica | quando viene usata perché e i possibili rischi
Durante il parto, viene utilizzata una ventosa ostetrica per aiutare il bambino a uscire. Questa procedura si impiega quando il travaglio è rallentato o se ci sono complicazioni. La ventosa viene applicata al capo del neonato e tirata delicatamente per facilitare l’espulsione. Tra i possibili rischi ci sono lesioni cutanee o del cuoio capelluto, e rare complicazioni più serie.
Partorire è un’ esperienza naturale, ma non per questo priva di rischi e difficoltà. Per supportare la partoriente esistono una serie di procedure e strumenti che hanno come obiettivo proprio quello di favorire la nascita. Tra questi c’è la ventosa ostetrica. Si tratta di una coppetta che viene applicata sulla testa del bambino per accompagnarne la discesa negli ultimi centimetri del canale del parto. I dati della Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) riportano che in Italia viene utilizzata in circa il 4-5% dei parti, con una variabilità che nei diversi punti nascita va da percentuali quasi nulle fino al 10%. In alcuni casi, complici i racconti allarmanti ascoltati o letti, l’uso della ventosa ostetrica suscita timori e preoccupazioni. 🔗 Leggi su Gravidanzaonline.it

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