Oltre l’aut aut di Harari La terza via per l’Europa sull’IA secondo Cerra
Un esperto ha affermato che l’Europa rischia di essere considerata irrilevante nel settore dell’intelligenza artificiale, ripetendo un tema spesso sollevato da analisti e studiosi. La dichiarazione si inserisce in un dibattito più ampio sul ruolo dell’Europa nel campo tecnologico e sulla necessità di trovare una strategia alternativa alle posizioni di altri attori mondiali. La questione riguarda anche l’importazione di tecnologie e la competitività europea nel settore.
C’è un genere che l’Europa importa con più regolarità dei semiconduttori: la profezia sulla propria irrilevanza. L’ultimo esemplare porta la firma di Yuval Noah Harari. Nell’ intervista rilasciata a Nicola Abé per Der Spiegel del 9 agosto, che difficilmente circolerà a breve in italiano e di cui conviene riportare i passaggi decisivi, lo storico consegna all’Europa un aut aut: “Diventare un vassallo sottomesso degli Stati Uniti” oppure “un attore indipendente; non è ancora troppo tardi”, a condizione di “collaborare e investire miliardi”. Il margine: “Restano pochi anni”. Tre affermazioni reggono. La prima: “Questa volta stiamo creando attori, non strumenti”; il coltello e il generatore aspettano una mano, un agente artificiale decide, e la politica tecnologica scivola dal governo dell’uso al governo dell’agente. 🔗 Leggi su Formiche.net

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