La confessione di Adriano Cappellari in lacrime davanti alla pm | L’attentato le lettere le minacce Mi sono inventato tutto ho tradito chi mi ha creduto
Un giovane di 21 anni ha confessato di aver inventato le minacce, le lettere e l’attentato di cui si era accusato. Durante un interrogatorio durato circa tre ore, davanti alla pm, ha ammesso di aver tradito le persone che gli avevano creduto. La confessione è avvenuta dopo che il ragazzo si è presentato in tribunale, ha pianto e ha rivelato di aver mentito riguardo agli eventi che aveva descritto.
Si è seduto davanti al magistrato, ha cominciato a piangere e poi ha vuotato il sacco. Per quasi tre ore Adriano Cappellari, il ventunenne aspirante cronista di Enego (Vicenza) accusato di essere il regista del suo stesso attentato, ha risposto alle domande della sostituto procuratore di Vicenza Alessia Grenna. Al termine dell’interrogatorio era «troppo scosso per rilasciare una dichiarazione ai giornalisti» le parole del difensore Roberto Rigoni Stern e ha preferito scrivere una lettera inviata alle testate. È il suo mea culpa: chiede perdono a chi gli aveva creduto e racconta che cosa, a suo dire, lo ha spinto a costruire questa storia. «Sono qui perché sento il dovere di chiedere scusa. 🔗 Leggi su Corrieredelveneto.corriere.it

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