Architetto in Francia All’inizio ho fatto di tutto non potevo tornare indietro Poi ho fatto carriera | così Parigi mi ha aperto al mondo
Un architetto italiano ha trasferito la sua attività in Francia, iniziando svolgendo diversi ruoli prima di specializzarsi e avanzare nella carriera. Ha dichiarato che all’inizio non poteva tornare indietro e che Parigi ha rappresentato un punto di svolta, consentendogli di aprirsi a nuovi orizzonti professionali e personali.
Sei una italiana o un italiano che ha deciso di andare all’estero per lavoro o per cercare una migliore qualità di vita? Se vuoi segnalaci la tua storia a [email protected] Quando arrivò a Parigi non sapeva una parola di francese. Aveva una laurea in architettura appena conquistata, una valigia piena di aspettative e la convinzione, forse ingenua, che oltreconfine tutto sarebbe stato più semplice. Invece il primo anno fu una doccia fredda. “Pensavo di arrivare e trovare una specie di autostrada davanti a me. Ero convinto che alcune conoscenze famigliari mi avrebbero aiutato. Non andò affatto così”. Claudio Vivenzio, classe 1975, è nato a Genova e oggi guida un gruppo internazionale con sedi a Parigi, Dubai e New York, impegnato in progetti per alcuni dei più importanti marchi del lusso mondiale. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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