Guccini e le notti in trattoria a giocare al tarocchino bolognese Conosceva le carte in modo profondo

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Un cantautore ha raccontato di aver passato molte notti in trattoria a giocare al tarocchino bolognese. Ha detto di conoscere le carte in modo approfondito, e di aver desiderato di vedere persone che praticano questo gioco in città come New York, Londra o Parigi. La sua frase è rimasta impressa come un sogno legato alle sue passioni e alle serate trascorse tra amici e carte.

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Bologna, 7 agosto 2026 – “Mi piacerebbe un giorno arrivare a New York, Londra oppure a Parigi e vedere gente che gioca al tarocchino bolognese.” confidava anni fa il cantautore mentre accennava un sorriso. Un gioco di carte che lo stesso Guccini definiva il più complesso del mondo e che, come un vero e proprio rituale, scandiva il ritmo delle sue serate da Vito, insieme a quelle lunghe carte che coloravano i tavoli della trattoria bolognese. Un passatempo antichissimo che nel 1997 portò alla nascita della storica Accademia del Tarocchino Bolognese, della quale il grande cantautore fu presidente onorario, e che riusciva a trovare spazio anche nei suoi brani, come ricorda la celebre Canzone dei dodici mesi e il passaggio sulla mano di tarocchi che non sai mai giocare. 🔗 Leggi su Ilrestodelcarlino.it

guccini e le notti in trattoria a giocare al tarocchino bolognese conosceva le carte in modo profondo
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Guccini, la storica trattoria da Vito: Quelle lunghe notti con Dalla, tra tarocchino e vino rosso

Video Guccini, la storica trattoria da Vito: Quelle lunghe notti con Dalla, tra tarocchino e vino rosso

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