La storia dietro il mito | così la Locomotiva di Guccini è diventata l’inno di generazioni – I video
Una canzone scritta in appena venti minuti, ma composta da tredici strofe, che si sono incastrate tra loro in modo naturale. L’autore ha ricordato di aver terminato ogni strofa e subito pensato alle rime della successiva, creando così un testo fluido e coerente. La composizione si è poi trasformata in un inno che ha attraversato diverse generazioni, diventando un simbolo musicale riconosciuto e amato.
«L’ho scritta In venti minuti. Eppure è lunghissima: tredici strofe. Ma ogni volta che ne finivo una, mi venivano in mente le rime di quella successiva. All’ultima ero stremato. Una canzone nata fortunata». Così Francesco Guccini – scomparso oggi all’età di 86 anni descriveva al Corriere della Sera la composizione di uno dei suoi brani più noti, La locomotiva. Un brano che ormai fa parte della tradizione cantautorale italiana tutta, puro dna appartenente alla nostra cultura popolare. «L’hanno pure tradotta in catalano. La locomotora – racconta ancora – Nel 1977, poco dopo la morte di Franco, mi capitò di cantarla a Barcellona, in un bar sulle Ramblas. 🔗 Leggi su Open.online
Grèce : sur les traces des dieux de l'Olympe Documentaire MondeAMP
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