Chi sono gli atèfani ovvero i genitori che perdono i figli
Gli atèfani sono genitori che hanno perso i figli. Questa condizione viene spesso descritta come una delle tragedie più grandi e non naturali per un genitore. La perdita di un figlio viene rappresentata frequentemente in film e libri come un evento devastante, sottolineando la sua natura profondamente dolorosa e insolita.
Film e libri spesso usano espressioni come questa: “Non c’è tragedia più grande, per un genitore, che la morte di un figlio o di una figlia”. Ed è vero: è considerato non naturale. L’idea alla base dell’esistenza umana è che si muoia dopo i propri genitori, dopo aver fatto la propria vita. Però da sempre i figli muoiono, a volte in modo improvviso o inaspettato. Accadde perfino a William Shakespeare, che perse il figlio Hamnet di soli 11 anni, si ritiene forse per un’epidemia di peste, sebbene poi Neil Gaiman in Sandman abbia fornito un’ipotesi decisamente fantasiosa al mistero. Nei secoli passati figli e figlie morivano per le malattie, per la mancanza diffusa di igiene, per tutti quei fattori che il processo scientifico ha molto attenuato. 🔗 Leggi su Gravidanzaonline.it

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