Veltroni | Un Mondiale politicizzato e irritante che ha tolto la poesia al calcio
Ho seguito tutte le finali dei Mondiali dal 1962, ma quella del 2026 mi è sembrata irritante e artificiale. La partita si è svolta senza la naturale poesia che caratterizzava il calcio, sostituita da un'atmosfera politicizzata. L’evento, che dovrebbe rappresentare il massimo dello sport, si è trasformato in uno spettacolo che ha perso spontaneità e genuinità.
Ho visto in televisione tutte le finali dei Mondiali di calcio dal 1962, Brasile-Cecoslovacchia, fino ad oggi. Sinceramente non mi era mai capitato di assistere a uno spettacolo tanto irritante e fintamente moderno come l’atto conclusivo del Mondiale 2026. Non mi riferisco all’esito agonistico. È stata infatti una partita in cui c’era una squadra, la Spagna, che ha dominato e avrebbe dovuto vincere con un risultato molto più sonante. Ciò che è apparso insopportabile a chi ama davvero il calcio è stata la totale sottomissione, come mai visto prima, del più atteso e importante evento sportivo del globo terrestre a logiche del tutto esterne. 🔗 Leggi su Gazzetta.it

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