Margherita Boniver | Impossibile resistere a Craxi ma io ero solo un’amica Se trovavo Di Pietro alla buvette mi giravo dall’altra parte
Margherita Boniver ricorda di aver avuto un rapporto di amicizia con Craxi, affermando di aver trovato difficile resistere al suo fascino, anche se si definisce solo un’amica. Racconta di evitare Di Pietro alla buvette, girandosi dall’altra parte per non incontrarlo. Il suo racconto si interrompe con il suono di un campanello, che lei interpreta come la portiera che viene a prendere il cane per una passeggiata.
Suona il campanello. «Questa dev’essere la portiera che viene a prendersi il cane per portarlo a fare la pipì», scandisce come se stesse parlando a una conferenza dell’Onu a Palazzo di Vetro, luogo che ha bazzicato quando Boutros Ghali la nominò tra i suoi consulenti in vista del vertice mondiale sulla povertà di Copenaghen, alla fine del secolo scorso. A dispetto dei quasi novant’anni, Margherita Boniver conserva lo stesso portamento e persino lo stesso tono di voce che aveva quasi mezzo secolo fa, quando era la donna più celebre del Partito socialista italiano; la risposta craxiana a quello che per democristiani e comunisti erano icone della Repubblica come Tina Anselmi o Nilde Iotti. 🔗 Leggi su Roma.corriere.it

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