Processo Portanova i giudici d’appello | Nessun consenso la vittima ridotta a un oggetto Le tesi difensive integrano vittimizzazione secondaria

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In tribunale, i giudici d’appello hanno dichiarato che la vittima non aveva dato consenso e che è stata ridotta a un oggetto durante l'aggressione. Hanno aggiunto che le tesi difensive hanno aumentato la vittimizzazione secondaria. La ragazza, che ha ripetutamente detto no, ha smesso di reagire per un meccanismo di sopravvivenza di fronte a quattro uomini che la stavano aggredendo.

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Una ragazza trattata come un oggetto, ignorata mentre diceva di no, fino a smettere di reagire per un istintivo meccanismo di sopravvivenza davanti all’aggressione di quattro uomini. “Nessuno mi ha presa in considerazione, nessuno mi ha chiamato con il mio nome”, ha raccontato nel processo, descrivendo quella sensazione di totale spersonalizzazione. Eppure, nel tentativo di escludere la violenza, la difesa ha sostenuto che quei rapporti fossero consensuali, richiamando anche alcuni comportamenti tenuti dalla giovane prima dell’aggressione. Una linea che la Corte d’Appello boccia senza esitazioni: quelle argomentazioni difensive, si legge nelle motivazioni depositate il 17 aprile 2026, “integrano forme di vittimizzazione secondaria”. 🔗 Leggi su Ilfattoquotidiano.it

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© Ilfattoquotidiano.it - Processo Portanova, i giudici d’appello: “Nessun consenso, la vittima ridotta a un oggetto. Le tesi difensive integrano vittimizzazione secondaria”
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