Quando il mare diventa scultore | la nuova Parthenope di Domenico Sepe
Lo scultore ha presentato “Demersa Parthenope”, un’opera realizzata nel mare, che si affida all’azione del tempo. La scultura è collocata in un luogo storico e simbolico per la memoria napoletana. Il progetto coinvolge l’installazione di un’opera che si confronta con le forze naturali del mare e il passare del tempo. La creazione rimane immersa, lasciata alla naturale azione degli elementi.
Esistono opere nate per attraversare il tempo e altre che scelgono di affidarsi al tempo stesso, accettandone l’azione come parte del proprio destino. È questa la sfida poetica e artistica di “Demersa Parthenope”, il nuovo progetto dello scultore Domenico Sepe, che porta l’arte nel luogo più antico e misterioso della memoria napoletana: il mare. Al largo di Castel dell’Ovo, tra i ventotto e i trentacinque metri di profondità, oltre dieci sculture in bronzo e alluminio riposeranno sul fondale come i reperti di una civiltà appena consegnata al futuro. Non si tratta di una semplice esposizione subacquea, ma del primo nucleo di quello che diventerà il museo sommerso della città, un laboratorio permanente nel quale mito, ricerca artistica e natura dialogano senza confini. 🔗 Leggi su 2anews.it

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