Addio orgoglio popolare c’è quello gay
Un disegno di legge presentato da un deputato padovano, volto a contrastare l’omotransfobia, era stato ritirato. La proposta prevedeva misure restrittive contro le opinioni considerate non in linea con la narrativa del Gay Pride, ma è stata successivamente abbandonata. La vicenda ha suscitato discussioni sulla libertà di espressione e sui limiti delle leggi contro l’odio. La proposta era stata proposta in passato, ma non è mai entrata in vigore.
Bisogna essere zen, qui ritorna Zan. Ve lo ricordate il disegno di legge del deputato padovano che, con il pretesto di lottare contro l’omotransfobia, voleva ghigliottinare le idee non allineate al verbo del Gay Pride? Ecco: per fortuna quel provvedimento era stato cestinato. Ma, attenti, ora sta tornando. L’ha rilanciato infatti, al centro della scena politica, e con una certa prepotenza, niente meno che la segretaria del Pd, Elly Schlein. La quale ha approfittato proprio del Gay Pride per salire su un carro e urlarlo chiaro e tondo: «Ci vuole la legge Zan», ha detto. E, di grazia, da dove nasce questa esigenza così pressante, quest’urgenza irrimandabile, questa necessità impetuosa? Ovvio: dalla cronaca. 🔗 Leggi su Panorama.it

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