Il patentino antifascista è un vulnus alla libertà di pensiero E lo dico da antifascista Parla Peter Gomez

Notizia in breve

Un rappresentante ha criticato il patentino antifascista definendolo un limite alla libertà di pensiero, pur dichiarandosi antifascista. Nel frattempo, l’Associazione Italiana Editori ha deciso di non firmare più la dichiarazione di adesione ai valori antifascisti prevista per un evento culturale. La decisione è stata comunicata in un contesto di polemiche legate alle recenti discussioni sul tema. Nessuna altra informazione su eventuali conseguenze o reazioni.

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L’Associazione Italiana Editori ha rinunciato alla dichiarazione di adesione ai valori antifascisti inizialmente prevista per partecipare a “Più libri più liberi”. Una decisione arrivata dopo le critiche di alcune importanti case editrici, non solo identitarie. Anche la SEIF, la società editoriale che controlla, tra l’altro, Il Fatto Quotidiano e la casa editrice Paper First, ha manifestato la propria netta contrarietà all’iniziativa, arrivando ad annunciare che non avrebbe partecipato alla manifestazione. Ne abbiamo parlato con Peter Gomez, direttore del Fatto Quotidiano online e del mensile FQ MillenniuM. Direttore, è stata una vittoria o una sconfitta? «Resta certamente un vulnus alla libertà di parola e alla libertà di pensiero. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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