Scomunica ingiusta | appello dei lefebvriani a Leone XIV D’Avino | ‘Non abbiamo nulla da cui pentirci’
I lefebvriani hanno definito ingiusta e inesistente la scomunica ricevuta, affermando che una pena deve seguire una colpa e che la consacrazione di quattro vescovi per grave necessità non costituisce un atto colpevole. Un rappresentante del gruppo ha dichiarato di non avere nulla di cui pentirsi. La richiesta di un intervento rivolto al Papa include un appello affinché venga rivista la decisione di scomunica.
“La scomunica che ci è stata comminata è palesemente ingiusta ed inesistente poiché una pena deve far seguito a una colpa, e aver consacrato quattro vescovi per grave necessità non è stata una colpa. Anzi lo riteniamo un nostro preciso dovere”. Così don Gabriele D’Avino, Superiore del distretto italiano della Fraternità Sacerdotale San Pio X nel corso di un’intervista alla Stampa, in cui rivolge un appello a Papa Leone affinché possa farsi “un’idea più precisa di chi siamo e cosa facciamo”. “La Fraternità non ha mai inteso rompere con Roma”. Il capo dei lefebvriani italiani auspica che il Pontefice “possa non certo condividere ma almeno comprendere il nostro gesto, l’intenzione con la quale l’abbiamo compiuto e il desiderio di servire la Chiesa e nient’altro, non certo sfidarla”. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it

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