Pelù trasforma l’esibizione di Pescara in un comizio Proteste social | Il mio nome è mai più a un suo concerto
Durante un concerto a Pescara, Piero Pelù ha pronunciato parole che sono state interpretate come un appello politico, trasformando l’evento in un momento di contestazione pubblica. Le sue dichiarazioni hanno scatenato reazioni sui social, con alcuni utenti che hanno espresso il loro disappunto e richiesto di evitare la presenza dell’artista in future occasioni. L’evento, originariamente previsto come celebrazione di un anniversario musicale, si è concluso con tensioni che hanno superato l’ambito musicale.
Doveva essere la grande festa per il quarantennale di 17 Re, uno degli album simbolo dei Litfiba. Ma il concerto sold out di Piero Pelù al Porto Turistico di Pescara si è trasformato in un caso politico. Tra un brano e l’altro, il frontman della storica band fiorentina ha alternato musica e interventi su temi politici, fino a sventolare il tricolore dal palco e scandire: «Viva l’Italia libera e antifascista. Questa è la nostra storia. Non vi offendete: è semplicemente la nostra storia». Parole che hanno provocato l’immediata reazione del deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa, presente all’evento. «Ancora una volta la cultura, in questo caso musicale, viene politicizzata», afferma Testa. 🔗 Leggi su Secoloditalia.it
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