L’incappucciato sbucato al bar il braccio stretto intorno al collo e le coltellate | Credi in te stesso i bigliettini motivazionali nelle tasche
Milano, 4 luglio 2026 – Ore 7.20 di sabato 4 luglio, via Capecelatro angolo Paravia. Quartiere San Siro, a due passi dallo stadio. Gerardo P. sta conversando con papà Costantino ai tavolini esterni del bar La Giada: il cinquantacinquenne di professione informatico vive con moglie e figlia a un paio di chilometri di distanza, al Giambellino, e va a trovare spesso i genitori, specie nel weekend. “Stavamo parlando di alcune camicie che aveva appena comprato, era in piedi davanti a me”, ricostruirà qualche ora dopo il genitore settantottenne nella sala d’attesa dell’ospedale dov’è ricoverato il figlio. L’aggressore vestito di nero con il cappuccio della tuta calato sulla fronte e uno scaldacollo a coprire la bocca. 🔗 Leggi su Ilgiorno.it

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