La retorica logicamente illogica con cui Roberto Vannacci controlla le interviste
Roberto Vannacci si presenta con una comunicazione caratterizzata da una retorica che risulta difficile da interpretare e scomporre. Le sue interviste sono segnate da affermazioni che spesso risultano contraddittorie o poco chiare, creando difficoltĂ nel chiarire i punti salienti delle sue posizioni. La sua modalitĂ di espressione si distingue per una certa complessitĂ nel linguaggio, rendendo complesso il lavoro dei giornalisti nel contestualizzare le sue dichiarazioni.
Roberto Vannacci è una novitĂ politica anche per i giornalisti, che non sempre riescono a smontarne la retorica. Le sue dichiarazioni appaiono aberranti a chi non lo voterebbe mai, ma risultano comprensibili e persuasive per una parte dell’elettorato di destra, giĂ abituata alle felpe, ai rosari e agli elenchi di Matteo Salvini, o al vittimismo identitario di Giorgia Meloni. Da generale, Vannacci applica alla comunicazione politica una lezione elementare de “L’arte della guerra” di Sun Tzu: «L’invincibilitĂ dipende da noi. La vulnerabilitĂ del nemico dipende dai suoi sbagli». Per questo motivo prepara risposte ordinate, piene di analogie quotidiane, che fanno sembrare logiche anche proposte discutibili. 🔗 Leggi su Linkiesta.it

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